Sono una taciturna con la sindrome dell'horror vacui... quindi parlo, parlo, parlo, a volte inutilmente, e allora tento di soppesare le parole. Sono una minimalista perché ritengo sempre validi i principi del rasoio di Occam, ma so pure che, a volte, "la curva è la più graziosa distanza tra due punti" (Mae West). Insomma alla ricerca della quadratura del cerchio.

martedì 29 novembre 2011

Lo sguardo diverso

Claudio Imprudente, presidente dell’associazione Centro documentazione handicap, ha ricevuto, il 18 maggio 2011, la laurea ad honorem in Formazione e Cooperazione dalla facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna.


Sono uno scandalo perché…

… perché credo nella scuola di tutti e per tutti.
… perché sono rimasto bambino.
… richiedo da diversi anni un contributo fisso alla scuola per allestire un sito web sui temi della diversità e dell’handicap. Mi dicono che non ci sono soldi e, tra le righe, che non devo essere così fastidioso… Ho deciso di farlo gratis! Ulteriore scandalo!
… chiedo ad una scuola privata superiore il pei e la valutazione per l’alunno che con cui lavoro.
… siamo tutti uguali e tutti diversi.
… c’è sempre una possibilità.
… non voglio perdere te, che sei diverso da me.
… credo in una pedagogia della possibilità e della responsabilità. E perché dichiaro che nessuno è normale!
… insegno a tutti il diritto alla diversità!
… non accetto che si dica: Tanto più di questo non si può fare!
… vedo sempre la persona davanti al problema, ed è bellissimo! Allora diventa facile superare gli ostacoli e immaginare possibilità.
… la scuola siamo tutti noi che abbiamo partecipato al convegno e ancora crediamo al nostro lavoro.
… sono una maestra e sono uno scandalo perché non voglio mettere i voti ai bambini!!!
… sono un dirigente scolastico e sono ancora innamorato della scuola e dell’atto educativo… e soffro, soffro tanto quando vedo negli occhi di alcuni colleghi l’orgoglio di un ruolo che altro non è che servizio, e quando vedo negli occhi di alcuni docenti l’indifferenza verso gli allievi.
... pretendo ‘troppo’ dal bimbo che seguo a scuola: lui ha la sindrome di Down.
… sono riuscito dove altri non riescono nonostante l’handicap e sono una persona positiva.
… so pensare e ho un cuore che pensa.
… credo in un cambiamento, sogno un cambiamento dando importanza alle gocce d’acqua che cadono nel mare.
… penso che l’autonomia non stia solo in una abilità motoria, ma sia anche una capacità di pensiero libero che sappia andare oltre le barriere.
… voglio pensare con la mia testa e non sto mai zitta.
… sono importanti le ‘persone’.
… mi sono permessa di prendere un giorno di permesso non retribuito per partecipare ad un convegno internazionale, autofinanziandomi, per accrescere la formazione nel mio ambito lavorativo.
…credo che i miei splendidi alunni con disabilità potranno ottenere dalla vita tutto quello che vorranno, scegliendo la vita che più piace a loro.
… insegno a tutti il diritto alla diversità!
… nei consigli di classe della mia scuola continuo a proporre di ragionare sulla programmazione e sul progetto educativo. Per i prof il progetto è perdita di tempo, solo teoria e parole.
… perché credo ancora nella forza della diversità e nel potere della dualità e della condivisione delle emozioni… buona vita!
… mi commuovo per le piccole cose, per i piccoli progressi (che sono grandi). Perché amo il mio lavoro!
… la mia passione non può essere retribuita e mi sento libera.
… miracolosamente non ho smesso di sognare.
… faccio la dirigente scolastica e credo nell’integrazione.
… sono un’insegnante di sostegno. Il mio sostegno sono stati i bambini che ho seguito che mi hanno dato la forza di non arrendermi mai!
… spesso incontro più diversamente ‘abili’ (?) tra i colleghi che tra i ragazzi e con i primi non ci sono proprio strumenti!
… credo nella formazione e nel confronto all’interno dell’istruzione.
… mi piace ridere e sdrammatizzare.
… lavoro nella scuola da 42 anni e ancora ci credo.
… sono partita in Erasmus, a La Coruna, 9 mesi, con le mie due carrozzine e… una(sola) mano attiva.
… sono una maestra di sostegno, lo faccio perché amo farlo e dopo cinque anni non passerò su un posto comune.
… nonostante le barriere e gli ostacoli che incontro ogni giorno nel mio lavoro di insegnante, non perdo la voglia di creare qualcosa di nuovo con quello che ho per far si che ognuno scopra e segua la sua strada.
… faccio l’insegnante, ho 54 anni e faccio le capriole con i bimbi.
… sono un dirigente scolastico e credo ancora che la scuola possa fare “miracoli”.
… non sono uno scandalo ma ancora mi disegnano così! Non sono disabile, sono una persona e in quanto tale sono diverso da te. Quindi chiamami con il mio nome.
… vivo in prima persona la diversità e insegno ai miei allievi il valore e la ricchezza di chi è diverso. Il diverso può insegnare a vivere a chi si protegge nella normalità

La voce dei partecipanti al Convegno Internazionale La Qualità dell'Integrazione Scolastica e Sociale, Rimini, 18 - 20 novembre 2011


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