"...amo la complessità e la contraddizione. Amo gli elementi ibridi piuttosto che quelli puri, quelli di compromesso piuttosto che quelli puliti, contorti piuttosto che diritti, ambigui piuttosto che articolati. Sono per la ricchezza piuttosto che per la chiarezza di significato; per la funzione implicita come per la funzione esplicita; preferisco “e-e” ad “o-o”: bianco e nero, ed a volte grigio, a bianco o nero. Sono per un disordine pieno di vitalità più che per l'unità ovvia: accetto il non sequitur e proclamo la dualità. Un’architettura (vita) valida ha molti poli di interesse e molti livelli di significato: il suo spazio e i suoi elementi sono leggibili e fruibili contemporaneamente in molti modi allo stesso tempo. Ma un'architettura (vita) basata sulla complessità e sulla contraddizione richiede un impegno speciale verso l'insieme: la sua reale validità deve essere nella totalità, o nelle sue implicazioni di totalità. Essa deve perseguire la difficile unità dell’inclusione piuttosto che la facile unità dell’esclusione. Il più non vale il meno. (“More is no less”)"
Robert Venturi, Complessità e contraddizioni nell'architettura, Dedalo, Bari, 1980
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Quando, giovane studentessa della facoltà di Architettura, lessi questo testo ne rimasi sconvolta: ma cosa significa, ma cosa vuole dire questo pazzo visionario? Ero saldamente ancorata al movimento moderno, di cui riconoscevo i limiti ma da cui non volevo assolutamente staccarmi. Il libro sacro di storia dell'arte era quello di Carlo Giulio Argan, la mia visione della vita era storico-marxista e l'architettura aveva per me una forte valenza rivoluzionaria. Tutte le cose della vita erano per me o bianche o nere e non esistevano vie di mezzo, non esisteva la scala delle tonalità dei grigi.
Ho riletto questo libro dopo più di vent'anni e l'ho trovato straordinario. Nello stralcio che ho riportato sopra basta sostituire il termine "architettura" con la parola "vita" e si trova formulato, in poche parole, il manifesto della nostra contemporaneità.
Ma, ancora, mi pongo la domanda: "Less is more" o "More is no less"?

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