Sono una taciturna con la sindrome dell'horror vacui... quindi parlo, parlo, parlo, a volte inutilmente, e allora tento di soppesare le parole. Sono una minimalista perché ritengo sempre validi i principi del rasoio di Occam, ma so pure che, a volte, "la curva è la più graziosa distanza tra due punti" (Mae West). Insomma alla ricerca della quadratura del cerchio.

domenica 30 ottobre 2011

Tempo di letture e di porte

Ho appena finito di leggere La porta di Magda Szabò. Bello, molto bello.


Magda Szabò, nata nel 1917 e morta nel 2007, è considerata, insieme ad Agota Kristof, una delle più grandi scrittrici ungheresi. Nel 1959 Herman Hesse  scrisse di lei: Con Frau Szabò avere pescato un pesce d'oro. Comprate tutte le sue opere, quello che ha scritto e quello che scriverà.

La porta racconta la storia del rapporto ventennale fra la scrittrice e la sua "donna delle pulizie", Emerenc Szeredàs, un'intensa relazione d'amicizia, di complicità, d'amore, ma anche di grande scontro e conflitto, che permette alle due donne di aprire le porte delle loro vite. E dietro la porta emerticamente chiusa di Emerenc c’è la storia di una persona che ha molto sofferto e che ha la grande dignità di tenere nascosto il suo dolore.  
Emerenc, grande maestra di vita e profonda conoscitrice dell'animo umano, conduce la scrittice a riflettere, spesso in maniera dura e drammatica, sui suoi atteggiamenti ambivalenti, sulle sue contraddizioni, sui suoi condizionamenti,  sulla sua incapacità di vedere in profondità se stessa e gli altri, svelandole aspetti del proprio carattere che lei stessa ignora. 
Le dice: 'Lei non capirà mai le cose semplici, vuole entrare da dietro anche se la porta è sul davanti'. E ancora: 'lei dovrebbe imparare a dimenticare, perché il suo cervello è come la resina, quando qualcosa ci resta impigliato dentro non esce più. Lei la fa pagare a tutti quelli con cui ha avuto da ridire, me compresa. E almeno gridasse, invece no sorride. E' la persona più vendicativa che ho incontrato." 
La scrittrice riesce ad aprire la porta chiusa di Emerenc, ma è la porta del suo "doppio", del suo stesso inconscio, la donna delle pulizie è quella parte in ombra di se stessa, una parte che la scrittrice non accetta e per questo motivo uccide. Forse la parte migliore di se stessa, di noi tutti, un'anima libera, pura, integra, fulgida, al di là di ogni forma imposta, nel bene e nel male, di cui la scrittice ha molta paura e che quindi tradisce


Anche ne Il racconto dell'isola sconosciuta di Josè Saramago ci sono alcune porte: la porta degli ossequi, la porta delle petizioni, la porta delle decisioni. Porte della nostra vita, del nostro viaggiare.
Un brevissimo racconto di 29 pagine ma immenso. 
E' un racconto minimalista, è un esercizio di stile, nessuna punteggiatura  divide il discorso diretto da quello indiretto.


Il viaggio di Saramago alla ricerca dell’isola sconosciuta è il viaggio della vita, il tentativo di cercare, vedere, conoscere, comprendere e vivere la nostra vita. Il viaggio non ha meta, è verso un isola sconosciuta. Quello che conta è il viaggio stesso che si compie per raggiungere l'isola che non c'è. L’isola sconosciuta è un luogo di arrivo ma allo stesso di partenza nel viaggio verso la conoscenza di se stessi e degli altri.

"voglio trovare l'isola sconosciuta, voglio sapere chi sono quando ci sarò, Non lo sapete, Se non esci da te stesso, non puoi sapere chi sei, Il filosofo del re, quando non aveva niente da fare, veniva a sedersi accanto a me, mi guardava rammendare le calze dei paggi, e a volte si metteva a ragionare, diceva che ogni uomo è un'isola, ma io, siccome la cosa non mi riguardava visto che sono una donna, non gli davo importanza, voi che ne pensate, Che bisogna allontanarsi dall'isola per vedere l'isola, e che non ci vediamo se non ci allontaniamo da noi, Se non ci allontaniamo da noi stessi, intendete dire, Non è la medesima cosa. (...)
Non volete venire con me a vedere dall’interno la vostra barca, Avete detto che era vostra, Scusate, è stato solo perchè mi piaceva, Piacere è probabilmente il miglior modo di possedere, possedere dev’essere il peggior modo di piacere"...

2 commenti:

  1. prendo nota , ma troverò il tempo per tutti 'sti libri ? -:))))

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  2. Vai alla ricerca dell'isola sconosciuta, forse lì troverai la lievità che cerchi, la chiave che apre la porta del tuo magazzino, "l'offerta lieve"...
    Buona lettura Guglielmo! :))

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