Mani che si muovono sicure e spedite nell'aria, che assumono forme e sembianze, che sembrano dipingere figure invisibili e occupare spazi, visi cangianti, segnati da mille espressioni, occhi spalancati, sempre vigili e attenti... Se almeno una volta ci siamo lasciati catturare da questo linguaggio silenzioso, siamo già sulla porta che ci permetterà di entrare nel mondo dei sordi, un viaggio che renderà strano ciò che era familiare e familiare ciò che era strano. Il nostro è un invito a scoprire una diversa modalità di comunicazione, e insieme il mondo dei sordi, che sulla comunicazione visiva ha costruito la sua lingua e le sue tradizioni, ha tramandato una storia e una cultura.
Oliver Sacks
un linguaggio completamente visivo, i segni.osì mi sono iscritta ad un corso triennale di LIS (Lingua Italiana dei Segni) e mi sono imbarcata in un’esplorazione insolita, in un viaggio in una “città invisibile”. Ho frequentato soltanto un anno (gli orari erano allora per me impossibili, le lezioni si tenevano alle 22 e avevo due bambini molto piccoli a casa) e ricordo ancora il nostro esprimerci attraverso il corpo, il giocare con il nostro corpo, il provare ad essere e a sentirci, un giorno, "animale" (ricordo il lupo, il pesce o la giraffa), in un altro "cosa" (libro, tavolo, fiore...) e in un altro ancora "diversabile" (sordo, cieco, pazzo...). Dovevamo sentire l'anima delle cose e delle persone ed esprimerla attraverso il nostro corpo, annullando la parola. Le lezioni del primo anno, tenute da docenti sordi, erano soprattutto orientate a farci comprendere le enormi potenzialità espressive del nostro corpo, alla valorizzazione della nostra gestualità, alla straordinaria capacità comunicativa del nostro volto e dei nostri occhi. E poi c'erano le lezioni sulla grammatica della lis, che è una lingua vera e propria, sulla cultura dei sordi, sulle difficoltà che incontra una persona sorda ad essere inclusa nel nostro mondo di udenti, ad integrarsi con noi. E noi con loro. Un viaggio fantastico, senza meta, un viaggio che mi ha permesso di conoscere un mondo nuovo, quello della comunità dei sordi, che mi ha portato a "vedere" il linguaggio dei segni, che mi ha consentito di intendere in modo diverso e imprevedibile il linguaggio e la comunicazione, che mi ha permesso di guardare le cose ancora da un punto di vista diverso. E, soprattutto, che mi ha portato a valorizzare sempre di più la diversità.
Che importanza ha la sordità dell’orecchio, quando la mente sente. L’unica vera sordità, l’incurabile sordità, è quella della mente.
Victor Hugo
L'uomo della canzone non parla. Non che non possa farlo. Ci ha rinunciato. Sa quanto poco vale la parola in amore. Se è amore lo farà capire, benissimo e senza bisogno di parole. Altrimenti...Spererà nella "sordità" degli occhi di lei...
RispondiEliminaLei non parla. Non che non possa farlo. Ci ha rinunciato. Lei trattiene i suoi pensieri più che rivelarli... continua :D
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