Sono una taciturna con la sindrome dell'horror vacui... quindi parlo, parlo, parlo, a volte inutilmente, e allora tento di soppesare le parole. Sono una minimalista perché ritengo sempre validi i principi del rasoio di Occam, ma so pure che, a volte, "la curva è la più graziosa distanza tra due punti" (Mae West). Insomma alla ricerca della quadratura del cerchio.

domenica 5 giugno 2011

I get along without you very well

I get along without you very well è stata scritta nel 1939 da Hoagy Carmichael, uno dei più  grandi, amati  e popolari compositori americani, autore di  Stardust, considerata la più bella canzone di tutti i tempi, Georgia on my mind, Skylark e April in my heart.  Il testo di I get along without you very well  mostra tutta la fragilità umana, ma è, allo stesso tempo,  finemente ironico, e  come la grande ironia finisce mestamente nel tragicomico. 




I get along without you very well di Hoagy Carmichael

I get along without you very well
Of course, I do
Except when soft rains fall
And drip from leaves
Then I recall
The thrill of being sheltered in your arms
Of course, I do
But I get along without you very well

I've forgotten you just like I should
Of course, I have
Except to hear your name
Or someone's laugh that is the same
But I've forgotten you just like I should

What a guy
What a fool am I
To think my breaking heart
Could kid the moon
What's in store
Should I phone once more
No, it's best that I stick to my tune

I get along without you very well
Of course, I do
Except perhaps in Spring
But I should never think of Spring
For that would surely break my heart in two

What's in store
Should I phone once more
No, it's best that I stick to my tune

I get along without you very well
Of course, I do
Except perhaps in Spring
But I should never think of Spring
For that would surely break my heart in two


Faccio volentieri a meno di te, di certo lo faccio;
Tranne quando la gentile pioggia cade e gocciola dalle foglie, allora ricordo
Il brivido di essere protetta tra le tue braccia, di certo lo ricordo.

Ma faccio volentieri a meno di te.

Ti ho dimenticato, proprio come dovevo fare, di certo ti ho dimenticato;
Tranne ascoltare il tuo nome, o qualcuno che ride, che è lo stesso.
Ma ti ho dimenticato proprio come dovevo.

Che ragazza! Che folle che sono
A pensare che il mio cuore infranto possa prendere in giro la luna.
Cosa c'è in gioco? Dovrei telefonare un'altra volta?
No, è meglio che mi isoli nel mio canto.

Faccio volentieri a meno di te, di certo lo faccio;
Eccetto forse in primavera...ma non dovrei mai pensare alla primavera,
Perché sicuramente mi spezzerebbe il cuore in due

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