![]() | |||
| Pedro Cano - Le città invisibili |
Vi invito a chiudere gli occhi, ogni tanto. A ricordare gli altri sensi, nobilissimi e sinceri.
Il tatto. Il piacere delle cose morbide e vellutate.
L’odorato. Per i profumi, che rievocano.
Il gusto. Per la convivialità.
L’udito. Per ascoltare.
Io penso a quel gioco perenne e divenuto ormai involontario al quale ci abbandoniamo per apparire, a quell’arte di ingannare l’occhio altrui, che occupa tanti minuti della nostra vita. Perché sono gli occhi ad essere ingannati, è per loro che lavoriamo, sapendo che faranno presto a posarsi su di noi, senza tuttavia interrogarci a lungo.
E’ vero che ci sono degli occhi che interrogano e vedono: ci sono gli occhi di una madre o di una moglie inquieta, quelli di un vero medico, di un saggio, di un artista, e, perché no, di un umorista. Ma da che cosa deriva quell’attimo in cui gli occhi che vedono si socchiudono, e diventano interiori? Questo gesto si chiama in più modi: riflettere, concentrarsi, riafferrare se stessi.
Il tatto. Il piacere delle cose morbide e vellutate.
L’odorato. Per i profumi, che rievocano.
Il gusto. Per la convivialità.
L’udito. Per ascoltare.
Io penso a quel gioco perenne e divenuto ormai involontario al quale ci abbandoniamo per apparire, a quell’arte di ingannare l’occhio altrui, che occupa tanti minuti della nostra vita. Perché sono gli occhi ad essere ingannati, è per loro che lavoriamo, sapendo che faranno presto a posarsi su di noi, senza tuttavia interrogarci a lungo.
E’ vero che ci sono degli occhi che interrogano e vedono: ci sono gli occhi di una madre o di una moglie inquieta, quelli di un vero medico, di un saggio, di un artista, e, perché no, di un umorista. Ma da che cosa deriva quell’attimo in cui gli occhi che vedono si socchiudono, e diventano interiori? Questo gesto si chiama in più modi: riflettere, concentrarsi, riafferrare se stessi.
Jacques Lusseyran, Lo sguardo diverso, Un regard nouveau sur le monde.
L'opera di Italo Calvino Sotto il sole giaguaro, pubblicata postuma e incompleta nel 1986, comprende tre dei racconti che Calvino avrebbe voluto dedicare ai cinque sensi: "il libro che sto scrivendo parla dei cinque sensi, per dimostrare che l’uomo contemporaneo na ha perso l’uso. Il mio problema scrivendo questo libro è che il mio olfatto non è molto sviluppato, manco d’attenzione auditiva, non sono un buongustaio, la mia sensibilità tattile è approssimativa, e sono miope".
Nell primo dei tre racconti, dedicato all'olfatto, Calvino ritiene che: "l’uomo del futuro sarà senza naso, perché avrà dimenticato l’alfabeto dell’olfatto, che faceva dei profumi altrettanti vocaboli di un lessico prezioso, […] i profumi resteranno ma senza parola, inarticolati, illeggibili. Sarà una grave perdita, perché il profumo è la persona stessa la quale si esprime attraverso le note più o meno intense del suo odore; identificare una persona è riconoscere il suo profumo tra mille altri e per questo non serve l’intelligenza ma solo il naso, purché conosca l’alfabeto dell’olfatto, il lessico che fa dei profumi altrettanti vocaboli coi quali si può comunicare come e forse più profondamente che con le parole". Scrive Calvino: "tutto quello che dovevamo capire lo capivamo col naso prima che con gli occhi, il mammuth, il porcospino, la cipolla, la siccità, la pioggia sono per prima cosa odori che si staccano dagli altri odori, il cibo, il non cibo, il nostro il nemico, la caverna, il pericolo, tutto lo si sente prima col naso, tutto è nel naso, il mondo è il naso[...] l’odore ti dice senza sbagli quel che ti serve di sapere, non ci sono parole né notizie più precise di quelle che riceve il naso."
Nel secondo racconto, dedicato al gusto, i protagonisti sono un marito e una moglie in viaggio in Messico. "Il paesaggio messicano, colto sia nel suo aspetto naturale che nei suoi monumenti, viene gustato, perché ogni particolare è visto come elemento di una potenziale ricetta da assaporare. Marito e moglie hanno una particolare idea del viaggiare, del conoscere: in un mondo in cui tutto ciò che è visibile si può vedere anche alla televisione, senza muoversi dalla propria poltrona, il solo modo di viaggiare che abbia un senso in quanto introiezione di un fuori diverso dal nostro abituale, implica un cambiamento totale dell’alimentazione, un inghiottire il paese visitato nella sua fauna e nella sua cultura, facendolo passare per le labbra e per l’esofago. La sensualità della cucina messicana, la scoperta di sapori nuovi, il rapporto stabilito attraverso il cibo unisce la coppia che riscoprirà l'eros assopito."
Il protagonista del terzo racconto, dedicato all'udito, è un re, "un uomo fantoccio, che una volta incoronato deve stare seduto sul trono senza più muoversi giorno e notte. Rintanato nel suo castello-prigione, non può muoversi per paura di perdere il trono. Non gli rimane che mettersi in contatto con il mondo attraverso un unico organo, l’orecchio. Il re prigioniero delle sue passioni, che sono essenzialmente quelle del potere, immobile sul suo trono, imparerà a riconoscere tutti i possibili rumori che, se ripetuti invariabilmente, garantiscono la sua stabilità. La sua vita è contrassegnata dalla monotona ripetizione quotidiana degli stessi avvenimenti, dall’inattività di sovrano che deve fare ciò che si adatta ad un re, cioè dare consistenza ad una maschera. In questo contesto di attesa angosciante, di monotonia, si affina l’udito del re, teso a cogliere i suoni che si ripetono sempre uguali, scandendo il tempo come i tocchi di un orologio che non esiste. In questi suoni ripetuti il re riesce a sentire, un giorno, una giovane donna che canta, ne è attratto, vorrebbe risponderle, ma non può, la voce gli manca proprio in quel momento. Egli vorrebbe rispondere ma non può, perché non ha voce, è prigioniero del suo stesso potere ed ogni tentativo di uscire dalla gabbia in cui volontariamente si è rinchiuso, è destinato a fallire. Come nel primo racconto il profumo identificava la persona, era il suo nome, qui è la voce ad esprimere l’identità e per conoscerla non serve l’intelligenza bensì l’occhio dell’orecchio".

Nessun commento:
Posta un commento